“Trame di donna”: una tela come specchio della vita

MM_tramedidonna_030Il pubblico entra in sala e si trova catapultato in medias res. L’attrice sul palco si muove ritmicamente come alla catena di montaggio o al telaio. Colpi sordi di tamburo scandiscono il ritmo. Monotono, incalzante, ossessivo. “Trame di donna” non dà tregua. Ti coinvolge dal primo secondo trasmettendo emozioni. Sul palco si muovono le attrici-ballerine o le ballerine-attrici, se preferite. Talvolta all’unisono, oppure in performance individuali. E’ una sequenza palindroma. Potresti vederla dall’ultima scena alla prima e il senso resterebbe immutato. Allessandra Palma di Cesnola, ideatrice dello spettacolo e una delle quattro protagoniste sul palco, trasporta lo spettatore in una dimensione onirica. Dove la realtà del messaggio trasfigura in una rappresentazione del sogno. I richiami mitologici (Aracne, Medusa, Filomela, Procne) si miscelano e si confondono con la scottante attualità. La gestualità conta più delle poche parole pronunciate. C’è una poesia del movimento. La colonna sonora ha un MM_tramedidonna_023ruolo chiave. Brani musicali si alternano a ritmi dettati dal fragore di un temporale, dall’alientante sferragliare di un telaio, da inquietante tintinnio (forse di un sonar). C’è una contaminazione tra note e rumori che riporta alla mente la rivoluzione musicale che negli anni Settanta caratterizzò l’avvento del Pink Floyd. Al centro di questa originale ricerca teatrale, che mette insieme danza, narrazione, arte e tecnologia, la figura femminile e le sue molteplici sfaccettature legate al tessere una trama. Che può essere una tela, oppure la vita stessa.

L’ideazione dello spettacolo “Trame di donna” (la cui prima è andata in scena sabato 30 novembre al Teatro di Antella) è di Alessandra Palma di Cesnola che si esibisce insieme a Martina Belloni (con la quale ha curato le coreografie), Sabina Cesaroni, Ornella Esposito. Testo poetico: Claudia De Venuto. Colonna sonora: Fabrizio Checcacci. Realizzazione oggetti di scena: Manuela Maccioppi. Assistente e consulente: Marina Vincenti e Ornella Esposito. Progetto luci: Lucilla Baroni. Costumi: Daniela Cupet. Prodotto da Toscana Media Arte. “Questo 

MM_tramedidonna_016spettacolo – spiega l’ideatrice – è nato come desiderio di condivisione tra artiste con provenienze formative diverse per cercare un linguaggio e un percorso sul tema della tessitura e delle tante implicazioni che sono sotto intese, lasciando a ognuno di poter contribuire con idee, spunti, riflessioni. Il processo è ancora aperto, e quello che presentiamo è uno studio che speriamo di poter evolvere e sviluppare anche con il confronto col pubblico”.

“Trame di donna”: una tela come specchio della vitaultima modifica: 2013-12-02T14:59:53+01:00da framat55
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento