Lisca, gassata o… Enrico Letta

La soluzione Amato sarebbe stata troppo conservatrice. Quella Renzi forse troppo spregiudicata. Liscia, gassata o… Enrico Letta. Il presidente Napolitano ha scelto di affidare la formazione del nuovo governo all’esponente del Pd, cercando di dare la tempo stesso un segnale di rinnovamento, ma non di stravolgimento. Letta è stato a suo tempo un “ragazzo prodigio” della scena politica italiana (come lo è oggi Renzi). E pur non avendo il prestigioso e infinto (forse troppo) curriculum di Giuliano Amato, ha già alle spalle un notevole bagaglio di esperienze di governo. Letta offre inoltre altri “optional” che devono essere stati alla base della scelta di Napolitano. In questi giorni di tribolazioni e spaccature per il Pd, è stato fra quelli che ha tenuto bassi e concilianti i toni. Certamente non è un elemento che divide il partito. Solo due giorni fa Matteo Renzi, a chi gli chiedeva se vedesse bene Letta a Palazzo Chigi, rispondeva: “Non c’è alcun dubbio”. Letta proviene dall’area moderata, è un ex Dc ed ex Ppi, ed è stato discepolo di Beniamino Andreatta, radici che piacciono a Scelta Civica. Contrariamente ad Amato, potrebbe recuperare l’appoggio della Lega, che ieri ha annunciato di voler stare all’opposizione, probabilmente ipotizzando l’incarico ad Amato. Infine Letta ha da sempre buoni rapporti con il Pdl e non solo per essere il nipote di Gianni Letta, il consigliere principe di Berlusconi. Non è per questo che il centrodestra è pronto ad appoggiarlo in modo convinto. Il segretario del Pdl Alfano ha già detto di non volere “un governicchio”. Letta primo ministro potrebbe mettere fuori gioco Renzi, che Berlusconi ha individuato come il suo nemico più pericoloso. Infatti non lo attacca frontalmente ma, caso mai, lo blandisce sperando così di metterlo in cattiva luce con i suoi (e il Pd ha più volte abboccato a questo amo). E Renzi, da parte sua, ha tenuto a far sapere “urbi et orbi” che il veto sul suo nome a Palazzo Chigi sarebbe arrivato proprio dal Cavaliere. Che ha controbattuto facendo smentire il “niet” ai suoi. Se infatti Letta riuscirà ad allestire un governo che ottenga la fiducia del Parlamento e svolgere il programma di interventi urgenti (economia, legge elettorale, costi della politica, riforme costituzionali) richiesti da Napolitano, sarà difficile per il Pd non puntare su di lui per le successive elezioni. La strategia di Berlusconi è rafforzare Letta all’interno del Pd, nella convinzione di poterlo battere agevolmente alle prossime elezioni. Mentre teme il confronto con Renzi che potrebbe catalizzare su di sé consensi oggi fluttuati tra Pd e M5S, Scelta Civica, astensionismo. Letta avrà dal ruolo di capo del governo una spinta propulsiva nel caso di primarie con il sindaco di Firenze. Al quale resta ora la carta della battaglia congressuale per assumere intanto il controllo del Pd (il cui statuto prevede che il segretario sia anche il candidato premier). In fondo a sponsorizzare Renzi, in un intervista sul Foglio lo scorso 28 febbraio, era stato proprio Enrico Letta: “Dobbiamo dire la verità: Renzi sicuramente sarà la carta del futuro. E su forme di democrazia diretta e partecipazione bisogna riconoscere che Matteo è moderno e decisamente competitivo con Grillo”.Competitivo con Grillo, pericoloso per Berlusconi: il Pd potrà mai perdonarglielo?

(Il mio articolo su www.squer.it)

Lisca, gassata o… Enrico Lettaultima modifica: 2013-04-24T14:38:00+02:00da framat55
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