Kate in topless: questione di tatto o questione di tette

kate-middleton-topless-2.jpgOrmai da tre giorni è l’argomento più dibattuto in Gran Bretagna, Francia e Italia. E’ c’è perfino il rischio di un incidente diplomatico. Parlo delle tette della duchessa Kate Middleton, furura Regina d’inghilterra. Come è noto un paparazzo di razza l’ha immortalata in topless duranta la vacanza in Provenza col principe Williams, e il settimanale Closer (di proprietà della Mondadori) ha pubblicato le foto, poi riprese in Italia da Chi. Apriti cielo, spalancati terra! La Casa Reale inglese ha tuonato contro giornali e fotografi, ma soprattutto contro la Mondadori e il suo proprietario Silvio Berlusconi, accusato di indelicatezza. Sercondo alcuni tabloid inglesi il Cavaliere non avrebbe ceduto neanche alla telefonata implorante della Regina che chiedeva il suo intervento per bloccare la pubblicazione. Intanto William e Kate davano il via all’azione legale in Francia contro Closer e la prima sentenza, è kate-middleton-topless-2012-copertina-chi-settembre-1.jpgnotizia di qualche ora fa, ha dato loro ragione: Closer non potrà più pubblicare ne vendere ad altri le foto incriminate e dovrà pagare una pesante penale come risarcimento. Certamente ci sarà un appello. La questione non è solo pane per gossippari. Qui si dibatte sul confine della privacy e se questa valga per tutti allo stesso modo. Io credo che un personaggio pubblico, e Kate ormai lo è ai massimi livelli, non possa avere lo stesso livello di privacy del comune mortale. Inoltre i guaiti della Casa Reale per la diffusione delle foto di Kate senza reggiseno mi sembrano francamente un po’ fuori dal tempo (come 21 anni fa, era il 13 settembre del 1991, quando il fotografo fiorentino Massimo Sestini immortalò Lady Diana in bikini, suscitando scandalo).

foto10_small.jpgOrmai le poppe al vento si vedono su ogni spiagia. Donne di ogni età e rotondità (giustamente) se hanno voglia di tintarella quasi integrale si slacciano il pezzo alto del costume e nessuno (giustamente) ci fa più caso. Sono lontani gli strali dei censori del “comune senso del pudore”. Quindi Kate non ha fatto niente di così azzardato. Comunque se la futura Regiona si mette a poppe nude non può sperare che i paparazzi la grazzino. E sa benissimo che sono ovunque, perché quello è il loro lavoro. Una maglietta (se il reggiseno dà fastidio) è sufficiente a beffare gli obbiettivi. Le critiche a Berlusconi, se davvero è stato coinvolto e se davvero è andato in tasca alla Casa Reale, per una volta sono invece, secondo me, punti di merito (magari farà ispirare a Kate qualche nuova adepta per la stagione autunno-inverno del bunga bunga). Forse l’ha fatto solo per difendere uno scoop moltiplicatore di vendite, comunque ha difeso la libertà di stampa, che si estrinseca anche nella fotto del busto di Kate come mamma l’ha fatto. Qualcuno dirà: questione di tatto. No, questione di tette.

5 pensieri su “Kate in topless: questione di tatto o questione di tette

  1. No caro Francesco, non condivido. Mi spiace, ma credo che a tutto ci sia un limite. Ci debba essere un limite. E godo moltissimo nel sapere che sono stati condannati. Troppo poco!
    Personalmente a me della Principessa, del Principe e della Regina importa meno del giusto, ma trovo vomitevolmente scandaloso che un paparazzo si intrufoli, si arrampichi, si infili con un’obbiettivo pazzesco nell’intimità di una coppia al fine di fare uno scoop.
    E’ assolutamente vero che i due non sono una coppia qualsiasi e quindi che molto della loro vita DEVE essere pubblica. Ma i due non erano su una spiaggia pubblica, nemmeno su una spiaggetta isolata, e nemmeno su uno yacht in mezzo al mare. Erano ai bordi di una piscina all’interno di una protettissima proprietà privata. E che c…. diamine. Di questo passo prima o poi qualcuno troverà il modo di mettere una telecamerina nella loro camera da letto per carpire il segreto dei loro amplessi.
    Sono veramente stufo di questa categoria degnamente rappresentata dal Sig. Fabrizio Corona (e ho detto tutto) il cui unico scopo è quello di tampinare personaggi famosi al fine di cogliere uno scatto da dare in pasto all’opinione pubblica, la quale è la prima colpevole.
    Se nessuno si abbeverasse a giornalucoli di infima categoria capitanati da CHI, diretto dal Sig. Signorini (e ho detto tutto) vedresti che smetterebbero di rompere gli zebedei al prossimo.
    Invece vanno a ruba e prolificano ogni giorno. Ho visto in edicola testate su testate dai titoli più ameni che trattano unicamente degli amorazzi, delle corna, dei figli, dei figli dei figli, delle tette e dei culi di qualsiasi starletta di turno.
    E poi ci lamentiamo di chi ci governa. Ce lo meritiamo!
    Che vuoi sperare da un paese che decreta il successo di trasmissioni tipo C’è posta per te e Uomini e Donne!
    Per me dai reali di qualsiasi nazione all’ultima delle veline che tra poco CANALE 5 incoronerà possono ignudarsi, tradirsi, amarsi, lasciarsi, mandarsi e riprendersi quanto gli pare. Non provo la minima curiosità ne godimento a vedere e sapere.

  2. Caro Mario T., io sono d’accordo completamente con la seconda parte del tuo commento. Non con la prima e non è per difendere la categoria dei fotoreporter, di cui Corona non è affatto il rappresentante. Chi usa per lavoro la macchina fotografica, non per questo è un ricattatore o giù di lì. Carpisce scene di vita riservata, è vero, ma ci sono anche i momenti in cui questo piace e fa comodo anche al soggetto ripreso. Per esempio: tutti hanno parlato della grazia, della regalità, dell’aria da brava ragazza di Kate grazie alle migliaia di scatti dei fotografi. Grazie a loro perfino il lato B della sorella è diventato protagonista (e non credo che a lei sia dispiaciuto, magari a Kate stessa perché gli ha rubato la scena). Insomma essere sotto i riflettori (e non è obbligatorio esserci) comporta oneri e onori. Sulla morbosa curiosità del pubblico la penso esattamente come te. Sul limite “territoriale” per ammettere l’intrusione fotografica (sulla spiaggia sì, nel giardino privato no) il dibattito è aperto da tempo. Se mi affaccio nudo alla finestra di casa mia e vengo fotografato, posso lamentarmi? Ovviamente il caso Kate non sta in questi termini, ma il confine è molto labile e la voglia di censura sempre pericolosa. Comunque grazie per l’intervento.

  3. Sono assolutamente d’accordo con Mario T e devo dire che la tua replica la trovo peggiore del post. Nel senso che con il tuo ragionamento, mutatis mutandis (come direbbero i latinisti), mi hai fatto ricordare quelli che dicono: “ti piace andare in giro in minigonna e con uno scollo generoso? Bene, ma se poi trovi qualcuno ‘malintenzionato’, te la sarai voluta!”
    Non credo proprio sia un ragionamento condivisibile.
    Qui uno straccetto di privacy non esiste più, tutti si sentono autorizzati a violarla a piacimento. E questi paparazzi sono delle persone che, a mio modo di vedere, sono dedite a qualcosa di realmente spregevole, per di più trincerate dietro il rivoltante ragionamento che quello che fanno è ciò che la gente vuole. E oggi chi fa quel lavoro, in quel modo, è solo un “Fabrizio Corona” e non ha più niente del fotoreporter (in tanti casi, mitico) di una volta.
    Ma poi, scusami, stiamo parlando della prossima regina d’Inghilterra! Paragonarla ad una qualsiasi “stronzetta” in cerca di un briciolo di volgare notorietà, mi sembra veramente fuori da ogni logica. Checché se ne possa pensare (e sono tutt’altro che ben disposto verso qualsiasi forma di monarchia) stiamo parlando di una delle più prestigiose e antiche istituzioni mondiali.
    La cosa più grave, infatti, è che il proprietario della Mondadori, l’uomo che ha ancora in progetto di tornare a governare l’Italia (facendo rabbrividire, oltre a milioni di italiani, i politici delle più importanti democrazie europee, di destra e di sinistra) non abbia sentito la necessità di bloccare la pubblicazione delle foto, per una semplice quanto doverosa forma di rispetto verso un’istituzione straniera.
    Lui che con il filmino di Marrazzo si era comportato in maniera del tutto diversa.
    O forse, conoscendo il soggetto, bisognerebbe gioire perché questa volta, almeno, a differenza di quanto fece col governatore del Lazio, non ha cercato di ricattare la regina d’Inghilterra?

    Volevo rispondere anche al post sulla Juventus, ma è troppo tardi anche per un nottambulo come me. Sarà per una prossima volta.
    Un saluto,
    Giap

  4. Sono assolutamente d’accordo con Mario T e devo dire che la tua replica la trovo peggiore del post. Nel senso che con il tuo ragionamento, mutatis mutandis (come direbbero i latinisti), mi hai fatto ricordare quelli che dicono: “ti piace andare in giro in minigonna e con uno scollo generoso? Bene, ma se poi trovi qualcuno ‘malintenzionato’, te la sarai voluta!”
    Non credo proprio sia un ragionamento condivisibile.
    Qui uno straccetto di privacy non esiste più, tutti si sentono autorizzati a violarla a piacimento. E questi paparazzi sono delle persone che, a mio modo di vedere, sono dedite a qualcosa di realmente spregevole, per di più trincerate dietro il rivoltante ragionamento che quello che fanno è ciò che la gente vuole. E oggi chi fa quel lavoro, in quel modo, è solo un “Fabrizio Corona” e non ha più niente del fotoreporter (in tanti casi, mitico) di una volta.
    Ma poi, scusami, stiamo parlando della prossima regina d’Inghilterra! Paragonarla ad una qualsiasi “stronzetta” in cerca di un briciolo di volgare notorietà, mi sembra veramente fuori da ogni logica. Checché se ne possa pensare (e sono tutt’altro che ben disposto verso qualsiasi forma di monarchia) stiamo parlando di una delle più prestigiose e antiche istituzioni mondiali.
    La cosa più grave, infatti, è che il proprietario della Mondadori, l’uomo che ha ancora in progetto di tornare a governare l’Italia (facendo rabbrividire, oltre a milioni di italiani, i politici delle più importanti democrazie europee, di destra e di sinistra) non abbia sentito la necessità di bloccare la pubblicazione delle foto, per una semplice quanto doverosa forma di rispetto verso un’istituzione straniera.
    Lui che con il filmino di Marrazzo si era comportato in maniera del tutto diversa.
    O forse, conoscendo il soggetto, bisognerebbe gioire perché questa volta, almeno, a differenza di quanto fece col governatore del Lazio, non ha cercato di ricattare la regina d’Inghilterra?

    Volevo rispondere anche al post sulla Juventus, ma è troppo tardi anche per un nottambulo come me. Sarà per una prossima volta.
    Un saluto,
    Giap

    • Caro Giap, il paragone con chi gira in minigonna e scollo proprio non regge. Figuriamoci! Io non dico che Kate se l’è cercata, sostengo che deve sapere a cosa va incontro diventando un super personaggio pubblico, i cui diritti vengono limitati proprio da questo suo status. Provo a spiegarmi con un esempio di tutt’altro tipo che riguarda la mia categoria: i giornalisti. Qualsiasi cittadino ha il diritto di fare politica attiva in un partito o in un movimento, credo che su questo si sia tutti d’accordo. Ma io ritengo che questo diritto non valga per i giornalisti. Piena libertà di pensarla come si vuole, ma iscriversi o militare in un movimento politico sarebbe sbagliato. Un giornalista nel proprio lavoro non solo deve essere autonomo e obiettivo (per quanto possibile perché l’obiettività assoluta non esiste) ma deve anche apparire autonomo e obiettivo. Il legame con un partito getterebbe un’ombra. Così come un amministratore pubblico non solo deve essere onesto, ma deve anche apparire onesto e i suoi famigliari (moglie/marito, figli, genitori) non solo non devono avere favoritismi, ma addirittura potrebbero essere costretti a penalizzazioni allo scopo di non infrangere la regola che non solo Cesare ma anche la moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto. Ogni ruolo ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi: fra questi ultimi quello di finire su un giornale poppe al vento non mi sembra dei più pesanti. Aspetto il tuo commento sulla Juve: per il dibattito non è mai troppo tardi.

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